9 Febbraio 2026

Best practice di rendicontazione di sostenibilità: trend e strategie ESG

Categoria: News

Le best practice di rendicontazione di sostenibilità evidenziano nel tempo una crescente integrazione tra dati finanziari ed ESG, processi di raccolta dati più strutturati e una comunicazione più efficace verso gli stakeholder.

Le aziende più avanzate adottano standard internazionali come ESRS, VSME e GRI, integrano sostenibilità e pianificazione strategica e utilizzano la doppia materialità per collegare impatti ESG e performance economico-finanziarie.

La 4a Conferenza sulle best practice italiane di comunicazione di sostenibilità, organizzata da Fondazione OIBR e Mercurio GP il 28 gennaio 2026, ha analizzato i report dei vincitori e finalisti dell’Oscar di Bilancio 2025, offrendo una fotografia nitida dell’evoluzione in corso nel panorama del reporting ESG.

Nonostante il freno posto dall’Omnibus alla direttiva CSRD e un contesto geopolitico complesso in cui la sostenibilità viene derubricata dalle priorità di alcuni attori internazionali, le best practice condivise durante la Conferenza hanno mostrato un cambio di passo netto: più integrazione con i processi finanziari, maggiore rigore metodologico e una comunicazione pensata per dialogare davvero con gli stakeholder.

Cos’è la rendicontazione di sostenibilità

La rendicontazione di sostenibilità è il processo sistematico attraverso cui un’azienda misura, raccoglie e comunica le proprie performance ambientali, sociali e di governance (ESG). Questo reporting include informazioni quantitative e qualitative relative all’impatto ambientale, alla gestione delle risorse umane, ai processi di governance e al contributo dell’azienda alla responsabilità sociale.

I dati vengono presentati in documenti ufficiali come bilanci di sostenibilità, report integrati e dichiarazioni ESG, conformi a standard internazionali quali ESRS, VSME, GRI, SASB e il framework dell’Integrated Reporting. L’adozione di questi framework assicura comparabilità, affidabilità e trasparenza dei dati, consentendo a investitori, stakeholder e autorità di valutare con precisione la sostenibilità e la resilienza del modello di business aziendale.

Come integrare sostenibilità e reporting finanziario

Tra i messaggi più rilevanti emersi dalla Conferenza spicca l’allineamento strutturale tra funzioni Finance e Sustainability.

Un numero crescente di organizzazioni sta spostando il reporting ESG all’interno dell’area Bilancio o sotto il coordinamento del CFO, con l’obiettivo di garantire ai dati non finanziari lo stesso livello di affidabilità di quelli economico-finanziari. Questo approccio comporta:

  • estensione dei sistemi di controllo interno anche ai KPI ESG, con audit dedicati e attestazioni formali del management
  • definizione di flussi di responsabilità chiari sul dato
  • rafforzamento delle competenze nei Board, attraverso l’inserimento di figure indipendenti con specializzazione ambientale e sociale
  • pubblicazione delle matrici di competenze del CDA

La sostenibilità entra così a pieno titolo nella governance aziendale, diventando un elemento strutturale dei sistemi decisionali e di controllo.

Come migliorare i processi di reporting ESG

La complessità degli standard ESRS ha spinto le aziende a strutturare processi più solidi. Tra le best practice di rendicontazione di sostenibilità emerse spuntano alcune soluzioni operative ricorrenti:

  • realizzazione di bilanci pilota mesi prima della scadenza ufficiale per individuare gap informativi
  • digitalizzazione end-to-end del reporting tramite piattaforme integrate
  • workflow di tracciabilità dei dati e predisposizione alla taggatura digitale (XBRL)
  • approccio integrato alla doppia materialità, condotta congiuntamente da Sustainability e Risk Management

Queste pratiche rafforzano la qualità del dato e riducono il rischio di interventi correttivi tardivi, trasformando il processo di rendicontazione in un esercizio continuativo di governo delle informazioni.

Come collegare il reporting ESG alla strategia aziendale

La rendicontazione di sostenibilità non è più un esercizio consuntivo: è un input strategico. Le aziende più avanzate utilizzano l’analisi di materialità prima dell’avvio della pianificazione strategica, trasformando temi ESG e rischi emergenti in driver diretti del piano industriale.

Un trend rilevante è il rafforzamento del Report Integrato o della Relazione Integrata sulla Gestione come contenitore unico capace di connettere:

  • dati finanziari
  • CapEx e OpEx
  • informazioni di sostenibilità

Questo approccio riduce le ridondanze informative grazie al cross-referencing tra documenti.

Per le realtà con joint venture o asset non direttamente operati si diffonde inoltre una doppia rendicontazione basata sia sul perimetro finanziario sia su quello operativo.

Comunicazione ESG: identità, chiarezza e coerenza

Il report di sostenibilità è anche uno strumento di relazione e reputazione.

Le best practice di rendicontazione di sostenibilità più efficaci puntano su:

  • Autenticità – immagini reali di management e persone e uno stile grafico capace di trasmettere vicinanza
  • Fruibilità – executive summary, highlight di capitolo e strutture di lettura multilivello
  • Coerenza cross-mediale – contenuti declinati in formati diversi (social, podcast, infografiche) con uno stile visivo coerente con la comunicazione istituzionale

PMI e sostenibilità come leva strategica

Anche le PMI dimostrano che la sostenibilità può diventare uno strumento di governance e crescita.

Tra le pratiche più significative:

  • Adozione volontaria della complessità – molte PMI scelgono standard più rigorosi o multipli per rafforzare la credibilità del reporting.
  • Innovazione nella misurazione ESG – le PMI utilizzano tecnologie e metodologie avanzate per integrare dati e misurare asset intangibili.
  • Stakeholder engagement diretto – il dialogo con comunità e stakeholder avviene attraverso incontri e momenti di confronto reale, non solo attraverso la rendicontazione formale.

Le best practice applicate nell’ultima edizione del Report Integrato di Way2Global

Molti dei trend emersi dalla Conferenza OIBR trovano applicazione concreta nell’ultima edizione del nostro Report Integrato— un lavoro sviluppato interamente all’interno e riconosciuto con l’Oscar di Bilancio 2025 nella categoria Società Benefit.

Tra le principali best practice adottate:

  • Utilizzo di sei standard internazionali – Nonostante la crisi del settore e la deregolamentazione introdotta dal pacchetto Omnibus, abbiamo scelto di alzare l’asticella: Integrated Reporting, GRI, VSME comprehensive, i fondamenti ESRS, SASB settoriale e i nuovi Standard B Corp V2.
  • Architettura documentale integrata – Per ottenere una maggiore integrazione ESG-finanziaria abbiamo concepito il Report Integrato come corpo centrale, utilizzato la metodologia Core&More per inserirvi la relazione d’impatto e concentrato la disclosure degli altri standard nelle Appendici. Il tutto racchiuso nella Dichiarazione Integrata sulla Gestione, come da indicazioni CSRD.
  • Indice di Generatività dei Capitali – Abbiamo applicato una metodologia sperimentale AI-driven che misura la correlazione tra risorse investite e outcome generati sui sei capitali dell’Integrated Reporting.
  • Stakeholder engagement strutturato – Gestiamo lo stakeholder engagement secondo il modello AA1000SES, misurando quantitativamente l’intensità delle relazioni e individuando gli stakeholder strategici.
  • Mappatura della catena del valore e hotspot ESG – L’analisi su tre livelli (upstream, operations, downstream) ha portato all’identificazione di cinque hotspot con impatti positivi e negativi, a supporto della pianificazione strategica.
  • Doppia materialità avanzata – Abbiamo quantificato gli impatti finanziari su CapEx e OpEx per ciascuno dei 17 temi materiali, traducendo i temi ESG in indicatori finanziari nel breve, medio e lungo termine.
  • Finalità di beneficio comune – Abbiamo mappato le nostre finalità di beneficio comune con la tassonomia SASB+ su 5 aree d’impatto: Capitale Sociale, Capitale Umano, Ambiente, Innovazione Business Model, Leadership & Governance. La maggiore granularità di questa metodologia ha incrementato il numero delle nostre finalità da 5 a 14.
  • Dichiarazione VSME – Collocata in appendice, consente di conciliare la narrativa dell’Integrated Reporting con il rigore dei datapoint tabellari richiesti dallo standard.

Rendicontazione di sostenibilità: oltre i numeri

Le best practice più recenti confermano che la rendicontazione di sostenibilità è una leva strategica, non un adempimento.

Le aziende che adottano rigore metodologico, visione strategica e comunicazione autentica trasformano dati e indicatori ESG in strumenti di orientamento per decisioni più consapevoli.

Come osservato dal Prof. Stefano Zambon, Segretario Generale di Fondazione OIBR, anche in un contesto geopolitico complesso la sostenibilità rimane un elemento centrale per la creazione di valore, il risk management e lo stakeholder engagement.

La rendicontazione smette così di essere un documento da compilare e diventa il linguaggio con cui un’azienda racconta — e costruisce — la propria direzione.

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    FAQ – Rendicontazione di sostenibilità

    Quali sono le best practice per la rendicontazione di sostenibilità?

    Le principali best practice includono l’integrazione strutturale tra dati finanziari ed ESG, l’adozione di standard internazionali come ESRS, VSME o GRI, la digitalizzazione del reporting, l’utilizzo della doppia materialità e una comunicazione multilivello verso gli stakeholder. Le organizzazioni più avanzate avviano inoltre l’analisi di materialità prima della pianificazione strategica, trasformando i temi ESG in input diretti per il piano industriale.

    Quali standard si usano per il reporting ESG?

    I principali standard di riferimento sono:

    • GRI (Global Reporting Initiative)
    • Integrated Reporting Framework
    • SASB (Sustainability Accounting Standards Board)
    • ESRS (European Sustainability Reporting Standards)
    • VSME (standard creato in origine per le PMI europee che rendicontano volontariamente)

    Molte organizzazioni adottano più standard in modo integrato per aumentare la comparabilità e la credibilità del reporting.

    Cos’è la doppia materialità?

    La doppia materialità è un approccio metodologico che valuta simultaneamente due dimensioni: l’impatto dell’azienda su ambiente e società (materialità d’impatto) e l’effetto dei fattori ESG sulle performance economico-finanziarie dell’azienda (materialità finanziaria). È uno dei requisiti centrali della direttiva CSRD e degli standard ESRS.

    Cos’è l’Oscar di Bilancio e chi può partecipare?

    L’Oscar di Bilancio è il principale riconoscimento italiano per la qualità della rendicontazione aziendale, assegnato da FERPI in collaborazione con altri partner tra cui Fondazione OIBR e Borsa Italiana. Premia le organizzazioni che si distinguono per trasparenza, rigore metodologico e capacità comunicativa nei propri report finanziari e di sostenibilità. Vi possono partecipare aziende quotate e non quotate, incluse le Società Benefit.

    Anche una PMI può adottare le best practice di rendicontazione ESG?

    Sì. Le PMI possono adottare standard semplificati come il VSME o scegliere volontariamente framework più articolati per rafforzare la propria credibilità. L’esperienza di Way2Global — Società Benefit certificata B Corp che ha sviluppato internamente un Report Integrato basato su sei standard internazionali, ricevendo l’Oscar di Bilancio 2025 — dimostra che rigore metodologico e dimensione aziendale non sono variabili necessariamente correlate.

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